Due giorni di dibattito
La squadra del DB partecipa al torneo provinciale di Botta e Risposta
“La comunicazione persuasiva comporta più danni o più benefici?” “La ragion di stato è confacente alla democrazia?”
Questi sono i due topici sui quali si sono confrontati la nostra squadra del Botta e Risposta, Cogitamus, il liceo Da Collo e il Nievo, recandosi in presenza al liceo Barbarigo.
La prima giornata, il 19 marzo, i ragazzi del Don Bosco si sono confrontati in un acceso dibattito – sempre nei limiti del rispetto- con il liceo Da Collo sul tema della comunicazione persuasiva. I Cogitamus dovevano sostenere che la comunicazione persuasiva comportasse più benefici che danni, in quanto quest’ultima -se insegnata- può aiutare a sviluppare uno spirito critico e a riconoscere eventuali manipolazioni o strumenti di propaganda. D’altra parte il Da Collo sosteneva che l’insegnamento della comunicazione persuasiva può portare a una diffidenza generale e a fare delle azioni che dapprima non avremmo mai considerato. Dopo quasi due ore di debate, i giudici si sono ritirati a discutere prima di deliberare il loro verdetto: il Don Bosco vince.
Il giorno seguente la prova che aspettava la squadra era decisamente più impegnativa, sia per la squadra contro la quale si sarebbero confrontati, sia per il topico trattato: se la ragion di stato è confacente (ovvero giovevole) alla democrazia. Questo topico ha dato il via ad un fervente dibattito in cui ognuno difendeva al meglio la posizione: il Don Bosco sosteneva che la ragion di stato è già prevista -e soprattutto regolamentata- nel concetto di democrazia stessa e ciò che esce da queste linee prestabilite non può più essere definita ragion di stato, ma totalitarismo; il Nievo invece affermava come la ragion di stato porti ad una sospensione della democrazia e non rispetti le volontà popolari o la procedura prevista affinché si mantenga la democrazia. Il dibattito non ha solo portato argomentazioni meramente teoriche ma anche casi pratici, studi e esempi correlati all’odierna situazione geopolitica. In questa giornata, di soli pochi punti, il Nievo è uscito vincitore.
Si sa però che non è il risultato che conta, ma tutto il percorso intrapreso: il Botta e risposta infatti non si è risolto in quei due giorni, ma si è pazientemente sviluppato in mesi di preparazione, di analisi dei topici e di dibattito interno. Esulando da quello che concerne le competenze sviluppate durante questo percorso -che, sì, sono importanti, ma non sono tutto-, questa attività ha permesso ai membri della squadra di mettersi in gioco, provando ruoli nuovi e magari scoprendo un lato di loro stessi che non sapevano di avere: esemplare è una ragazza della squadra che ha partecipato per il primo anno a questa esperienza come argomentatrice, e in tutti e due i giorni ha ricevuto la menzione da parte dei giudici come “argomentatrice del giorno”. Oltre alla sfera personale, questo laboratorio ha creato un forte spirito di squadra in ragazzi che prima non si conoscevano se non di vista, ed è forse questa l’eredità più importante: lo stare insieme e il mettersi in gioco supportandosi a vicenda quando le cose non vanno come previsto, festeggiando per i risultati ottenuti.
Il Botta e Risposta è una bellissima esperienza, per le persone a cui piace parlare ma anche per chi ha voglia di mettersi in gioco -a volte questi ultimi sono quelli che ottengono i risultati più sorprendenti. Inoltre non si può negare che sia un’attività ricca di emozioni: gioia, adrenalina (tanta), concentrazione, frustrazione, a volte, ma soprattutto soddisfazione. Insomma, è stato per tutti noi una palestra di vita: non importano le difficoltà che si sono dovute superare durante questo periodo, importa averle superate insieme, come una vera e propria squadra.
Paolo Mazzocco e Marco Benetton 3A







